Agli inizi di dicembre 2023 si è diffusa la notizia dei due primi casi italiani di “polmonite dei bambini”, malattia che in Cina, fin dall’inizio dell’autunno, ha fatto registrare migliaia di infezioni in soggetti al di sotto dei 15 anni di età. Ricoverati nell’Ospedale di Perugia e subito sottoposti a tutti gli esami diagnostici, i due giovani pazienti hanno reagito bene alla terapia antibiotica e, pertanto, in rapida successione sono stati dimessi.

Noti agenti patogeni

Accertata la presenza di focolai di infezione anche in Vietnam, in Francia e negli Stati Uniti, era comunque sorto il sospetto che potesse trattarsi di nuovi agenti patogeni, ipotesi presa molto sul serio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa, dopo tutte le opportune indagini, ha rassicurato la comunità internazionale affermando che l’incremento alquanto diffuso dei casi di polmonite è dovuto alle già note infezioni da Mycoplasma pneumoniae, Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), adenovirus e virus influenzale.

L’infezione nei bambini italiani

Se l’allarme è in qualche modo rientrato, resta il fatto che ogni anno, in Italia, la polmonite colpisce almeno 2,5 bambini su 1.000, soprattutto entro il primo anno di età. Nei neonati la malattia viene più spesso contratta a causa dei batteri presenti nel canale del parto. Nei bambini fino ai due anni, invece, si tratta più spesso di virus, sebbene siano in aumento i casi di polmonite causati da pneumococco. Peraltro, quest’ultimo è considerato l’agente batterico più comune nei casi di infezioni respiratorie anche a danno di soggetti anziani e immunodepressi, motivo per il quale anche ad essi si raccomanda l’apposita vaccinazione.

Il vaccino anti-pneumococcico

Attualmente sono disponibili due tipi di vaccino: il polisaccaridico, che va somministrato esclusivamente nei bambini al di sopra dei 2 anni e negli adulti; il coniugato 13-valente (PVC13), che è raccomandato dal terzo mese di vita fino ai 5 anni e, a seconda dell’età, viene somministrato in diverse dosi. Da quando vengono utilizzati, i vaccini hanno ridotto di circa l’80% i casi di malattia grave nei bambini al di sotto dei 5 anni.